Il palio della morte, di Elisabetta Rossi - 5 giugno

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Karyn.
view post Posted on 31/5/2013, 16:17 by: Karyn.
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Sono fatta così...un enigma avvolto in un indovinello e confezionato in un paradosso!

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IL PALIO DELLA MORTE

ilpaliodellamorteTutta piazza del Campo freme, col fiato sospeso, mentre cavalli e fantini si contendono gli ultimi metri verso il traguardo. Il primo colpo di mortaretto, una lama che affonda, e il destino della gara e quello di un uomo giungono a compimento. Toccherà all'ispettrice Alice Ferri e al suo taciturno collega indagare sull'efferato delitto commesso sotto gli occhi di tutti ma senza alcun testimone. In una Siena lontana dall'immagine studiata per i turisti e fatta invece di menzogne e vecchi segreti.

Genere: Giallo
Editore: Narcissus.me
Pagine:
Prezzo: € 0,99
Uscita: 5 giugno 2013



palio2



Estratto:
Prologo

Pochi istanti prima, quando si respira solo la polvere e il sudore.
Brevi attimi, vibranti di aspettative.
I cavalli entrano tra i due canapi, uno alla volta, irrequieti, guardinghi, come i loro fantini.
La tensione è alta per l'allineamento decisivo.
Il decimo cavallo entra di rincorsa: la mossa è valida.
I nerbi calano sulle groppe dei cavalli, la frenesia e la concentrazione si fondono con le urla di incitamento dei contradaioli.
Lo sguardo, che si propaga come un'onda, è incollato sui cavalli che galoppano verso la curva di San Martino, per poi raggiungere, dopo pochi attimi, quella del Casato.
Ha atteso questo momento per un lungo anno.
I suoi occhi sono concentrati per cogliere l'instante giusto, la mano serrata sull'impugnatura del coltello.
I flash delle macchine fotografiche, i respiri trattenuti, le teste che si voltano a seguire la corsa, niente lo distrae.
Il centro di piazza del Campo palpita, trattiene il respiro, la tensione e l'attesa dell'ultimo giro, ancora pochi istanti e poi, tutto finirà.
La lama affonda con violenza, nell'attimo in cui, il primo scoppio di mortaretto indica la fine della gara, al terzo, il coltello è già fuori dal corpo della vittima e, nella confusione generale, nel tripudio, nell'esultanza o nella delusione della sconfitta, l'assassino si confonde, si mimetizza, assorbito dall'anonimato della folla che esulta, che respira di nuovo, che grida, che gioisce o piange lacrime amare, per la sconfitta.

I

Siena 29 giugno

Non c'era un colore predominante.
Le bandiere, dalle tinte accese, si sostituivano a quelle precedenti, quando si varcava il confine territoriale di ogni contrada.
Sventolavano pigre, tra le vie strette della città medievale.
Alice Ferri, diede un'occhiata alla cartina, poi riprese a camminare lentamente, osservando i portoni di legno e gli archi senesi.
Si sentiva come catapultata in un'altra era.
Contradaioli festanti le passarono accanto, poi l'attorniarono e iniziarono a cantare.
Forse, quello che si diceva dei senesi, che durante il palio diventavano un po' pazzi, era vero.
Ma Alice non era ancora in grado di decifrare cosa c'era di diverso lì, rispetto alle altre feste tradizionali di paese.
Tornò a guardare la cartina e il cerchio, tracciato con la penna rossa dalla sua amica, Alessandra Giannini.
I contradaioli avevano trovato un'altra vittima della loro allegria e l'avevano lasciata in pace. Alzò lo sguardo, per leggere la targa all'incrocio delle due vie, quindi entrò nel palazzo antico, subito dopo aver svoltato a sinistra.
L'agente all'ingresso le disse dove doveva andare.
Salì una rampa di scale e poi percorse un breve corridoio.
Dalle finestre aperte entravano il sole e il trambusto della via sottostante.
Bussò alla porta e attese.
Quando varcò la soglia, Alice impiegò un attimo ad abituarsi alla poca luce che c'era nell'ufficio del commissario.
“Si accomodi! Non faccia caso al buio, lavoro meglio in penombra, mi aiuta a concentrarmi”.
“O a spiazzare i cattivi, quando entrano dentro la sua tana”.
“Dritta al punto, ha ragione, potrebbe essere una buona tattica: avere qualche attimo in più per studiare chi ho davanti”.
“La miglior difesa è l'attacco!” sintetizzò l'ispettrice.
“Pensavo che queste fossero le giornate peggiori per farla trasferire qui a Siena, ma mi sbagliavo, lei ci sarà di grande aiuto nei momenti di fibrillazione di questa città, me lo sento”, le confessò Bruno Guerrini.
“Immagino stia parlando del palio”.
“Sì, oggi è la prima giornata e ne seguono altre tre da cardiopalma”, poi il commissario rise della sua battuta.
“Ho visto le vie del centro, tappezzate di bandiere, ma non è la solita festa di paese, questo sono riuscita a capirlo, anche se del palio non so quasi niente”.
“Spero che immergersi a Siena, in questi giorni, le faccia capire molte cose”.
“L'unica cosa che credo di aver afferrato, immediatamente, è che alle contrade che gareggeranno non interessa partecipare, ma vincere, questo è un sentimento forte e spesso non porta a buoni propositi”.
“Benvenuta a Siena!” le disse con un largo sorriso il commissario e poi, alzò il telefono. “Mandami Stefano”, mise giù la cornetta e si rivolse ad Alice.
“Il suo partner è un uomo di grande esperienza, pur essendo giovane. Ha una profonda conoscenza del territorio e, tra una mezza parola e l'altra, le spiegherà i complessi equilibri di questa città, soprattutto in questa fase così delicata”.
“Un chiacchierone, insomma”.
“Sono certo che riuscirete a trovare un accordo: anche lui va dritto al punto, senza tanti sconti”, le confidò il commissario.
Lei annuì.
La porta si aprì dopo un attimo, l'uomo non aveva bussato, ma Alice si era voltata immediatamente e aveva avuto modo di farsi un'idea del suo partner, prima che lui riuscisse ad inquadrarla.
La penombra le rimandò un uomo alto e muscoloso, il viso duro, senza espressione, i capelli corti e scuri. I suoi occhi la fissavano e non si spostarono dal volto di Alice, fino a che Bruno Guerrini non lo invitò a sedersi.
L'ispettrice intuì che non sarebbe stato facile riuscire a instaurare un rapporto di fiducia con quell'uomo, ma le era capitato altre volte di lavorare con colleghi spigolosi e lei non aveva nessuna intenzione di farsi intimidire dal suo atteggiamento distaccato.
Lo avrebbe ignorato.

Dopo le presentazioni, il commissario disse ai due poliziotti di mettersi al lavoro, senza spiegare loro quale fosse. Alice si accodò a Stefano Moretti, quando lui uscì dall'ufficio di Guerrini e, senza parlare, seguì l’ispettore, mentre usciva dal commissariato.
Stefano non le aveva rivolto alcun invito a seguirlo e lei, non aveva chiesto dove erano diretti.
Si immersero nel vociare festante dei gruppi di turisti, inebriati da quell'aria di celebrazione, mista a follia, che si respirava tra le vie strette del centro storico di Siena.
Moretti la precedeva con falcate lunghe e lei faceva fatica a stargli dietro, ma non avrebbe fatto lo sbaglio di lamentarsi, per quel trattamento irrispettoso.
Era indispettita, ma non glielo avrebbe fatto notare, quell'arrancargli dietro, però le permise di studiare il suo nuovo collega.
Era sicuro di sé, forse anche troppo per i suoi gusti, ma i giudizi li avrebbe rimandati, dopo averlo visto muoversi sul campo, per ora, vedeva solo le sue spalle, foderate in una giacca di lino chiara.
La pistola la teneva nella cintola dei jeans, proprio come faceva lei.
“Vanno a vedere che cavallo assegneranno alla loro contrada”, le disse Moretti, ad un certo punto, indicando i contradaioli che in gruppi, più o meno rumorosi, si dirigevano verso la loro stessa direzione. “Dobbiamo aiutare a sgombrare la piazza del Campo, nel tardo pomeriggio ci sarà la prima prova”.
“Abbiamo questo compito?” chiese Alice, ma la sua era solo curiosità.
“Perché, da dove vieni non eri abituata a fare anche bassa manovalanza?” domandò lui con astio, ma almeno per farlo si era fermato.
“Volevo solo sapere quello che dobbiamo fare, non mi importa se dovrò spalare sterco di cavallo, vorrei solo saperlo prima”, rispose lei, esasperata.
“Non serve spalare, per ora, ma potrei dire al commissario che in squadra abbiamo una volontaria”, l'angolo sinistro della sua bocca sottile si alzò per un attimo, Alice pensò che stesse per sorridere, ma lui l'osservò soltanto, da dietro alle lenti scure dei suoi Ray-Ban e sembrava attendere una sua replica.
“Dalle mie parti ci sono tante stalle, anche se siamo attorniati da mucche, invece che da cavalli, quindi so di cosa parlo, tu invece credo che ti sporcheresti la tua bella giacca”, lo provocò.
“Dai andiamo, altrimenti questi scalmanati dei miei concittadini se la tirano a vicenda”, le disse e la prese per un braccio, ma senza stringere troppo.
Alice aveva vinto il primo round, non gli era andata poi così male.



L'autrice:
Mi chiamo Elisabetta Rossi e sono nata ad Ancona.
Ho riempito di scrittura quaderni di poesie e racconti sin dall’infanzia e tutto, solo per passione.
Ora, alla passione si è aggiunta la determinazione e la necessità di scrivere tutti i giorni.
Il mio primo incontro con l’editoria è grazie a delle illustrazioni, quelle per un libro di favole: “Cammerville”.
Poi, una rivista femminile a tiratura nazionale mi ha dato l’occasione di saggiare le mie qualità di scrittrice. Ho collaborato con loro per quattro anni scrivendo racconti e romanzi brevi.
Nel frattempo, il mio desiderio di scrivere inseguiva nuove e più impegnative mete: un romanzo più ampio e strutturato.
Nel settembre del 2008 l’Armando Curcio Editore pubblica il mio primo romanzo, utilizzando uno pseudonimo. Questa avventura è proseguita con la pubblicazione di due romanzi rosa e quattro gialli, l'ultimo è uscito a giugno del 2012.
La tappa successiva del mio percorso è stata quella dell’editoria digitale affrontata come self-publisher.
Attualmente, la mia “squadra” di ebook auto pubblicati spazia dal romance al giallo con diversi titoli diffusi su molti store online.
Nonostante i vari cambiamenti e i naturali passi avanti nel mio modo di scrivere, alcuni punti restano tuttora fermi dai primi personali tentativi di scrittura ad oggi: la passione che continua a spingermi imperiosa e la speranza di riuscire ad inchiodare il lettore alle mie pagine, fino a fargli dimenticare quello che lo circonda.
Per conoscere o contattare l'autrice: www.librarsi.net [email protected]







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Edited by Pau_7 - 15/9/2014, 19:31
 
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